|
15 maggio : la Nakba palestinese |
|
Il 15 maggio 1948 è il giorno nel quale il popolo palestinese si è tramutato in un popolo di rifugiati, di senza terra. E' la data in cui il neo-nato stato d'Israele si è appropriato della terra palestinese e ha disperso circa 750.000 persone, espulse dai loro villaggi (530 furono i villaggi evacuati e distrutti), in fuga nei paesi arabi vicini o nella striscia di Gaza allora amministrata dall'Egitto, ammassati in campi profughi gestiti dall'ONU. Quel giorno viene chiamato dai Palestinesi al-Nakba, la catastrofe. L'inizio della grande tragedia che coinvolge ad ora milioni di Palestinesi che ancora vivono la miseria dei campi o l'occupazione militare dell'esercito israeliano. L'allora mandato brittanico e la comunità internazionale avevano favorito la fondazione dello stato d'Israele e la conseguente espulsione della popolazione palestinese in quattro distinte fasi dal gennaio 1947 al dicembre 1948. Nella storia recente il caso palestinese è quello che coinvolge il numero più alto di rifugiati e nel periodo più lungo. Circa sei milioni tuttora disseminati in 59 campi dell'ONU e da 64 anni!
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
In solidarietą con la lotta NO-TAV/NO-BBT |
|
La lotta in Val di Susa dura oramai da oltre 20 anni. Da quando cioè partì il progetto Alta velocità tra Italia e Francia. Le ultime manifestazioni e gli ultimi drammatici accadimenti non sono che un passaggio nella storia recente di questa valle e della sua comunità. Una comunità in lotta che si è stretta intorno al proprio territorio ed è cresciuta, non solo di numero ma nella sua coscienza, diventando un simbolo concreto della difesa della natura come bene comune da salvaguardare e dell'espressione più genuina di democrazia. Gli ultimi mesi si sono contraddistinti per una campagna mediatica che ha come unico scopo quello di criminalizzare e togliere legittimità alla comunità valsusina e alle sue legittime richieste. Lo strumento mediatico è, insieme alla repressione poliziesca, lo strumento principale utilizzato da governo, consorzi economici e politica, anche in questo caso accomunati trasversalmente da interessi non solo economici. I cosidetti steccati ideologici vengono magicamente superati da sinistra e da destra e la cosidetta democrazia (o cosa pubblica) viene messa da parte come nel caso delle guerre umanitarie, delle basi NATO (vedi Dal Molin) o l'acquisto miliardario di armi da parte del nostro governo. La legittima mobilitazione di un'intera comunità contro un progetto inutile e distruttivo imposto manu militari è dipinta a seconda dei casi come una reazione conservatrice all'inevitabile progresso oppure violenta ed eversiva. Ma uno stato che non ascolta le richieste di un'intera popolazione e ne reprime i legittimi desideri di autodeterminare i propri destini non è estremamente più violento ed eversivo di qualche cassonetto bruciato? |
|
Leggi tutto...
|
|
|