Burj Al Luq Luq

Il centro sociale il Fenicottero (Burj Al Luq Luq) si trova nella città vecchia di Gerusalemme est, nel quartiere arabo di Bab Hutta.
Fondato nel 1991 è diventato un punto di riferimento non solo per il quartiere ma anche per una parte consistente di giovani che vivono a Gerusalemme est, essendo uno dei pochi spazi aggregativa della città vecchia. Il centro si trova in una zona degradata e praticamente abbandonata a se stessa dalla municipalità, dove esistono gravi problemi sociali.
L’alto tasso di disoccupazione, le violenze domestiche, la nuova piaga della tossicodipendenza e il mancato inserimento sociale di soggetti abbandonati dalle istituzioni (adolescenti, disabili, portatori di handicap) sono i disagi con cui il centro si scontra e su cui faticosamente lavora. A ciò bisogna aggiungere il continuo pericolo di espropriazione a cui va incontro periodicamente da parte della comunità di coloni, con la complicità delle amministrazioni locali.
Gli sgomberi della popolazione arabo-palestinese sono sempre più frequenti a Gerusalemme est, basti pensare alla situazione dei quartieri di Silwan e Sheik Jarrah, in cui il epricolo di demolizione delle case ed esproprio vanno inseriti in un progetto di forzata colonizzazione ebraica in zone prevalentemente arabo-islamiche.
Con il sostegno esterno (Emhd, Arci, Cgil ed associazioni di base) e l’ aiuto di tanti volontari palestinesi, Il Fenicottero è comunque riuscito a creare progettualità e prospettive per tanti giovani e per le loro famiglie, che partecipano attivamente alle iniziative.
Sono 13 gli operatori che vi lavorano con continuità e altrettanti a seconda dei progetti. All’ interno dell’edificio ci sono una scuola materna, una sala computer, un campo da calcio, uno da basket e i laboratori dove adolescenti e portatori di handicap possono lavorare e crescere insieme, non senza difficoltà visti i forti pregiudizi ancora diffusi. Il centro lavora anche con le famiglie dei portatori di handicap per insegnare loro come occuparsi dei propri figli/fratelli/sorelle, ecc. ma anche per costruire insieme percorsi di vita e inserimento sociale.
Le attività sportive (basket e calcio), i festival di musica e gli incontri con ragazzi di altri quartieri e con i volontari internazionali sono fondamentali per tutelare e sviluppare un tessuto sociale fragile e senza prospettive, vittima di politiche funzionali all’occupazione militare ora ed una futura colonizzazione dell’area.

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