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Viaggio in Etiopia

Nel maggio 2011 siamo partiti in otto bolzanini, di cui cinque facenti parte del Comitato di solidarietà Quincho Barrilete, per l’Etiopia. Lo scopo del viaggio era visitare i centri dell’Associazione Children’s Education for Development (CED), che avevamo conosciuto attraverso Ivan Degasperi, portare di persona i soldi del progetto finanziato dalla Regione Trentino Alto-Adige, accertarci della realizzazione del progetto ma anche farci un’idea più generale del paese e delle sue condizioni socio-economiche.

Al nostro arrivo siamo stati accolti da padre Bernardo Coccia, fondatore del CED, e dalle suore della struttura. Dopo esserci riposati dal viaggio , come prima cosa abbiamo visitato la scuola “Maria Rubatto Primary School”, destinatrice del finanziamento regionale. La scuola permette a circa 700 bambini di frequentare il ciclo elementare e di media inferiore. Insieme alla direttrice della scuola Suor Sara ci siamo recati nei vari negozi di materiale informatico della capitale Addis Abeba per verificare eventuali differenze di prezzo tra un negozio e l’altro e vagliare i punti vendita che offrivano il miglior rapporto qualità/prezzo. Abbiamo quindi acquistato tutto il materiale necessario per la realizzazione del progetto finanziato : 30 computer con relative scrivanie, scanner, pezzi di ricambio, stabilizzatori di corrente, stampanti, ecc. A documentazione vedi le fatture allegate. Dopo pochi giorni tutto il materiale è stato recapitato alla scuola e ciò ci ha permesso di partire alla conoscenza di una parte del paese lasciando ai tecnici della scuola il montaggio delle scrivanie, l’installazione e la messa in funzione di tutto il materiale.

Accompagnati dalla nostra guida Daniel che ci ha fatto anche da traduttore permettendoci così di parlare con la gente dei villaggi visitati (in Etiopia si parla perlopiù amarico e/o tigrino e solo pochi hanno la possibilità di studiare l’inglese) siamo partiti per il nord dell’Etiopia. Alcuni di noi erano stati nel paese africano sei anni fa e rispetto ad allora ora diverse strade sono asfaltate rendendo i collegamenti più facili e veloci. Il traffico sulle strade è comunque irrisorio, le macchine e i camion sono pochissimi e già da ciò si può dedurre l’estrema povertà del paese. Le strade sono occupate e utilizzate soprattutto da pecore, mucche (magri), carretti trainati da muli e moltissime persone che si spostano a piedi.

I paesaggi mozzafiato si scontrano con l’evidente e diffusa povertà e disagio sociale. L’Etiopia conta con una popolazione attorno ai 77 milioni di abitanti, di cui circa il 40% vive con meno di un dollaro al giorno. Il PIL del paese è uno dei più bassi del continente africano e l’indice di sviluppo umano ISU colloca l’Etiopia al 157esimo posto mondiale su 169 paesi presi in considerazione.*

Ad aggravare la già difficile situazione, la popolazione, che in maggioranza vive di un’agricoltura di sussistenza, lamentava la mancanza di pioggia i cui effetti si faranno notare nei prossimi mesi e che fanno temere una nuova carestia.

Grazie alla nostra guida Daniel abbiamo potuto visitare e conoscere molte realtà lontane dal “classico circuito turistico”. Abbiamo visitato un centro per ragazzi/e ipovedenti e ciechi a Gondar che si occupa dell’istruzione e del inserimento in società dei ragazzi. Per motivi che non siamo riusciti ad appurare, in questa zona risulta un tasso particolarmente alto di cecità e le famiglie povere non hanno gli strumenti e/o la possibilità per affrontare le difficoltà correlate. Per molti ragazzi l’alternativa al centro di Gondar sarebbe infatti un’esistenza passata rinchiusi “in casa”. Abbiamo visitato anche un orfanotrofio per bambini malati di AIDS gestito a Debra Marcos dalle suore dell’ordine di Madre di Teresa di Calcutta e la scuola di Dodola dove mancano i finanziamenti per poter offrire gli anni scolastici successivi alle elementari. La scuola offre istruzione a circa 110 bambini, molti dei quali orfani, suddivisi per sole tre aule.

Ovunque siamo arrivati abbiamo potuto constatare la mancanza di fondi per far funzionare adeguatamente le strutture esistenti e ovunque ci è stato chiesto se avevamo la possibilità di aiutare. Quasi dappertutto abbiamo distribuito penne, quaderni, matite e altro materiale scolastico e medicinali e nel caso del centro per ragazzi ipovedenti e/o ciechi ci siamo impegnati a inviare prossimamente occhiali da vista e da sole e tavole per la lettura in breill.

Abbiamo concluso il nostro viaggio con una visita alla clinica di Suor Luciana. La clinica, situata a Maganasse, a circa due ore da Addis Abeba, offre assistenza sanitaria alla popolazione dei villaggi della zona e organizza corsi di educazione all’igiene direttamente nei villaggi. Grazie a questi corsi è stato possibile abbassare il tasso di mortalità durante i parti e a causa delle cattive condizioni igieniche vigenti. Anche questa piccola clinica funziona principalmente grazie a contributi di privati, donazioni e il lavoro di volontari.

Tornati alla “nostra base” presso il CED abbiamo fatto un ultima visita alla scuola Maria Rubatto per verificare la corretta installazione e la messa in funzione di tutto il materiale dopodiché era già ora di tornare a casa

Los Quinchos in Etiopia

In occasione del viaggio in Etiopia di Ivan, membro del nostro comitato, abbiamo inviato un contributo di 1.500 Euro al Centro C.E.D. per bambini fondato ad Addis Abeba nel 1990 e diretto da padre Bernardo Coccia. Da diversi anni sosteniamo con modesti contributi di circa 1.000 – 2.000 Euro all’anno questo centro che offre assistenza ed educazione a bambini e organizza laboratori e formazione per ragazzi e adulti.
Mediante le adozioni a distanza, il centro attualmente mantiene a scuola circa 5.000 bambini e gestisce direttamente un asilo per bambini tra i 3 e i 5 anni che vengono preparati all’ingresso a scuola. Inoltre il centro gestisce diversi laboratori professionali (sartoria, falegnameria, panetteria, meccanica, agricoltura, ecc.) e un pronto soccorso per i bambini seguiti dal centro e i loro parenti
Il contributo versato da Los Quinchos verrà usato per avviare la produzione e la gestione del compostaggio da parte di una cooperativa di contadini che in questo modo potrà usufruire di concime organico senza dover dipendere per la propria produzione agricola dai costosi concimi normalmente reperibili sul mercato.
Per ulteriori informazioni sul progetto in Etiopia: www.centroaiutiafrica.it