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Centro sociale Burj aluq luq

Conclusa la collaborazione con l’ospedale Al Mazra’a (Ramallah), che consentirà a migliaia di Palestinesi una migliore assistenza sanitaria, nel prossimo biennio (2010/2011) il comitato Los Quinchos BZ ha deciso di sostenere il centro sociale Fenicottero (Burj aluq luq) a Gerusalemme est.
Fondato nel 1991 all’interno della parte vecchia di Gerusalemme est, la zona araba della città, negli anni è diventato un punto di riferimento molto importante del quartiere per l’intera comunità.
Le iniziative del centro sono molteplici, anche per la totale assenza dell’amministrazione comunale israeliana nell’affrontare problemi gravi come il preoccupante aumento della tossicodipendenza e dell’alcolismo.
Il centro offre assistenza psicologica, progetti educativi e sportivi, spazi di aggregazione per ragazzi, adolescenti e adulti – tutte attività che animano il centro e creano una solida alternativa alla precarietà sociale conseguente allo stato di occupazione militare.
Negli anni sono andate aumentando le aggressioni subite dal centro da parte di coloni israeliani che, con la connivenza delle autorità, vorrebbero impossessarsi dell’area.
In questo contesto, il nostro sostegno mira a contribuire alla tutela e al miglioramento della struttura, cooperando con operatori e volontari partendo dalle nostre iniziative e il vostro contributo.
I ricavati delle nostre iniziative a favore del centro Burj aluq luq serviranno in modo particolare per sistemare e/o sostituire attrezzi e strutture distrutte dalla violenza dei coloni.

Inaugurazione ospedale

Il 13 luglio è stato inaugurato l’ospedale di al-Mazra’a, alla cui realizzazione hanno contribuito anche le sottoscrizioni bolzanine giunte attraverso Los Quinchos di Bolzano. Martina, che si trovava in Palestina proprio in quel periodo e che aveva visto il progetto quando era ancora in fase di realizzazione, ha partecipato alla festa di inaugurazione. Ecco il suo racconto:

Dopo una sonnolenta settimana di vacanza spesa tra Gerusalemme, Tel Aviv e Netanya, raggiungo finalmente la Palestina, dove io ed il mio compagno di viaggio incontreremo un amico che ci porterà alla scoperta della Palestina “autentica”, come dice lui, tra escursioni, partite a carte e innumerevoli visite a casa di amici e parenti (suoi) che ci offriranno ottimi cibi e bevande senza sosta: ogni casa, una merenda e litri di squisita limonata fatta in casa.
Al punto che però, alla fine, siamo letteralmente stati male.
Martedì si parte alla volta di Ramallah; dopo varie peripezie riusciamo a beccare l’autista del HWC che ci porterà alle macchine pronte a portare una delegazione di volontari, membri e sostenitori (tra cui noi) del HWC ad Al Mazra’a per l’inaugurazione del centro medico che eravamo andati a visitare nel giugno 2008, quando era soltanto un abbozzo di edificio.
Appena arrivati, inizia la visita; la trasformazione che ha avuto luogo in questi 12 mesi mi lascia senza parole: riconosco appena la struttura che avevo fotografato, ora contenuta in un edificio moderno e completo.
Alcuni membri del HWC ci accompagnano in una visita guidata del centro.
Nonostante le dimensioni ridotte rispetto a quelle cui siamo abituati, mi lascia un’ottima impressione.
Mi vengono mostrate diverse stanze più o meno equipaggiate (alcune attrezzature specifiche devono ancora arrivare) secondo i diversi usi; apprendo quindi che il centro medico dispone di:
-Ambulatorio dentistico
-Amb. Pediatrico
-Amb. Ginecologico
-Amb. Otorinolaringoiatrico
-Amb. Dermatologico
-Sala gessi/traumatologia
-Area diagnostica dotata di attrezzatura a raggi X (in arrivo)
-Area per la terapia intensiva (in fieri)
L’inaugurazione inizia; in molti vengono chiamati a fare un discorso o a dire semplicemente due parole, tra cui me ed altri rappresentanti di comitati sostenitori italiani e spagnoli.
Tra il pubblico, praticamente tutta la cittadinanza di Al Mazra’a, dagli anziani ai bambini, chi commosso, chi serio, chi allegro, chi fuma una sigaretta in disparte; viene offerto caffé a profusione accompagnato da dolci stra-zuccherosi.
Con la sera, arriva anche il freddo: si torna giù.
E’ stata una lunga serata, si va a dormire; il giorno seguente andiamo a visitare alcune persone al campo profughi di Deheishe.
Io non ne sono a conoscenza, ma la mia esperienza con HWC non è ancora finita.
A Deheishe, infatti, ho un piccolo incidente che diventerà la barzelletta della zona nei giorni seguenti: un cavallo mi azzanna la testa.
Non “mordicchia”, letteralmente “azzanna”.
L’unica spiegazione sensata che riusciamo a trovare è che volesse assaggiare i miei capelli credendoli fieno (!).
La sera, il mio amico palestinese, preoccupato per il sangue che esce da due piccole ferite causate da denti del cavallo (non vi dico io), decide di portarmi da un dottore: si parte per Beit Sahour.
Al centro medico, vengo disinfettata nuovamente, visitata e mi vengono prescritti degli antidolorifici.
Una volta uscita, controllo la ricevuta del centro, scoprendo che è anche questo è gestito proprio da HWC.
Insomma, si può dire che oltre ad aver sostenuto HWC, abbiamo addirittura avuto modo di sperimentare di persona le loro cure!
Martina Ferraretto