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Gli sportelli anti-violenza Zohra

In seguito all’iniziativa “Voci di donne” organizzata dal nostro comitato, a fine 2012 abbiamo sostenuto con un contributo di 3.000 Euro gli sportelli antiviolenza Zohra a Hebron/Palestina. Il sostegno finanziario del nostro comitato ha permesso di pagare una parte degli stipendi delle operatrici degli sportelli.

La situazione di violenza che vivono le donne palestinesi è particolarmente evidente nel governatorato di Hebron:

I tre villaggi di Dura, Yatta e Halhul si trovano a circa 10 km dalla città di Hebron, nel sud della Cisgiordania. La popolazione è di circa 555.000 abitanti. Questi numeri rendono il Governatorato di Hebron il più grande e popoloso tra tutti gli 11 Governatorati della Palestina e lo rendono anche il luogo che, per l’alto numero di casi di violenze che si registrano ogni anno (55% delle famiglie nel Governatorato di ebro sono esposte a violenza)1 richiede un intervento costante e mirato. Tale intervento precedentemente all’apertura degli sportelli “Zohra” (che in arabo significa Venere) nel 2009, grazie ad un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana (canale emergenza), era praticamente inesistente.

Grazie alla loro particolare collocazione, nella zona di Hebron, si può affermare che gli sportelli “Zohra” sono stati istituiti, come risposta capillare e molto mirata, all’oppressione e alla violenza che le donne palestinesi si trovano ad affrontare in una situazione assai complicata a causa dell’occupazione e della difficile realtà sociale interna alle aree rurali, dimostrando ancora una volta che soprattutto nei Paesi del Medio Oriente la violenza sociale e intra-familiare è un fenomeno complesso che necessita un continuo lavoro al livello sociale, culturale e giuridico.

La realizzazione degli sportelli “Zohra” è riuscita in un’area molto tradizionale, in cui sembrava impossibile migliorare la condizione delle donne, dove la comunità locale è solita condannare le donne che denunciano violenza domestica, a sottovalutare episodi di violenza e ad accusare le donne, trasformandole da vittime in colpevoli.

Nell’ultimo anno di lavoro gli sportelli Zohra hanno raggiunto il seguente numero di donne e di bambini:

Donne regolarmente seguite alle quali è dato supporto psico-sociale, sanitario e legale

Casi legali

Donne partecipanti a gruppi di sensibilizzazione e auto aiuto

Donne partecipanti ad attività di vario genere

Bambini coinvolti in attività di vario genere (campi estivi, sensibilizzazione..)

Dura

37

14

134

200

962 (di cui 2 casi di violenza intercettati)

Yatta

23

13

86

186

126

Halhul

44

15

104

316

 

 

 

 

 

 

Totale

104

42

324

702

1088

1 I dati che riguardano il Governatorato di Hebron devono essere letti all’interno del più ampio contesto generale nazionale dove circa il 37% delle donne sposate o che sono state sposate sono state esposte ad una forma di violenza da parte del proprio marito; 29.9% in Cisgiordania e 51.1% nella Striscia di Gaza. La percentuale delle donne esposte almeno per una volta” alla violenza è del 58.6%. 55.1% sono state esposte a violenza economica, 54.8% sono state esposte a violenza sociale, 23.5% sono state esposte a violenza fisica e 11.8% a violenza sessuale. Cfr. Main Findings of Violence survey in the Palestinian Society, PCBS, Ramallah 2011, pg. 17.

Centro sociale Burj aluq luq

Conclusa la collaborazione con l’ospedale Al Mazra’a (Ramallah), che consentirà a migliaia di Palestinesi una migliore assistenza sanitaria, nel prossimo biennio (2010/2011) il comitato Los Quinchos BZ ha deciso di sostenere il centro sociale Fenicottero (Burj aluq luq) a Gerusalemme est.
Fondato nel 1991 all’interno della parte vecchia di Gerusalemme est, la zona araba della città, negli anni è diventato un punto di riferimento molto importante del quartiere per l’intera comunità.
Le iniziative del centro sono molteplici, anche per la totale assenza dell’amministrazione comunale israeliana nell’affrontare problemi gravi come il preoccupante aumento della tossicodipendenza e dell’alcolismo.
Il centro offre assistenza psicologica, progetti educativi e sportivi, spazi di aggregazione per ragazzi, adolescenti e adulti – tutte attività che animano il centro e creano una solida alternativa alla precarietà sociale conseguente allo stato di occupazione militare.
Negli anni sono andate aumentando le aggressioni subite dal centro da parte di coloni israeliani che, con la connivenza delle autorità, vorrebbero impossessarsi dell’area.
In questo contesto, il nostro sostegno mira a contribuire alla tutela e al miglioramento della struttura, cooperando con operatori e volontari partendo dalle nostre iniziative e il vostro contributo.
I ricavati delle nostre iniziative a favore del centro Burj aluq luq serviranno in modo particolare per sistemare e/o sostituire attrezzi e strutture distrutte dalla violenza dei coloni.