Archive for Progetti Palestina

Inaugurazione ospedale

Il 13 luglio è stato inaugurato l’ospedale di al-Mazra’a, alla cui realizzazione hanno contribuito anche le sottoscrizioni bolzanine giunte attraverso Los Quinchos di Bolzano. Martina, che si trovava in Palestina proprio in quel periodo e che aveva visto il progetto quando era ancora in fase di realizzazione, ha partecipato alla festa di inaugurazione. Ecco il suo racconto:

Dopo una sonnolenta settimana di vacanza spesa tra Gerusalemme, Tel Aviv e Netanya, raggiungo finalmente la Palestina, dove io ed il mio compagno di viaggio incontreremo un amico che ci porterà alla scoperta della Palestina “autentica”, come dice lui, tra escursioni, partite a carte e innumerevoli visite a casa di amici e parenti (suoi) che ci offriranno ottimi cibi e bevande senza sosta: ogni casa, una merenda e litri di squisita limonata fatta in casa.
Al punto che però, alla fine, siamo letteralmente stati male.
Martedì si parte alla volta di Ramallah; dopo varie peripezie riusciamo a beccare l’autista del HWC che ci porterà alle macchine pronte a portare una delegazione di volontari, membri e sostenitori (tra cui noi) del HWC ad Al Mazra’a per l’inaugurazione del centro medico che eravamo andati a visitare nel giugno 2008, quando era soltanto un abbozzo di edificio.
Appena arrivati, inizia la visita; la trasformazione che ha avuto luogo in questi 12 mesi mi lascia senza parole: riconosco appena la struttura che avevo fotografato, ora contenuta in un edificio moderno e completo.
Alcuni membri del HWC ci accompagnano in una visita guidata del centro.
Nonostante le dimensioni ridotte rispetto a quelle cui siamo abituati, mi lascia un’ottima impressione.
Mi vengono mostrate diverse stanze più o meno equipaggiate (alcune attrezzature specifiche devono ancora arrivare) secondo i diversi usi; apprendo quindi che il centro medico dispone di:
-Ambulatorio dentistico
-Amb. Pediatrico
-Amb. Ginecologico
-Amb. Otorinolaringoiatrico
-Amb. Dermatologico
-Sala gessi/traumatologia
-Area diagnostica dotata di attrezzatura a raggi X (in arrivo)
-Area per la terapia intensiva (in fieri)
L’inaugurazione inizia; in molti vengono chiamati a fare un discorso o a dire semplicemente due parole, tra cui me ed altri rappresentanti di comitati sostenitori italiani e spagnoli.
Tra il pubblico, praticamente tutta la cittadinanza di Al Mazra’a, dagli anziani ai bambini, chi commosso, chi serio, chi allegro, chi fuma una sigaretta in disparte; viene offerto caffé a profusione accompagnato da dolci stra-zuccherosi.
Con la sera, arriva anche il freddo: si torna giù.
E’ stata una lunga serata, si va a dormire; il giorno seguente andiamo a visitare alcune persone al campo profughi di Deheishe.
Io non ne sono a conoscenza, ma la mia esperienza con HWC non è ancora finita.
A Deheishe, infatti, ho un piccolo incidente che diventerà la barzelletta della zona nei giorni seguenti: un cavallo mi azzanna la testa.
Non “mordicchia”, letteralmente “azzanna”.
L’unica spiegazione sensata che riusciamo a trovare è che volesse assaggiare i miei capelli credendoli fieno (!).
La sera, il mio amico palestinese, preoccupato per il sangue che esce da due piccole ferite causate da denti del cavallo (non vi dico io), decide di portarmi da un dottore: si parte per Beit Sahour.
Al centro medico, vengo disinfettata nuovamente, visitata e mi vengono prescritti degli antidolorifici.
Una volta uscita, controllo la ricevuta del centro, scoprendo che è anche questo è gestito proprio da HWC.
Insomma, si può dire che oltre ad aver sostenuto HWC, abbiamo addirittura avuto modo di sperimentare di persona le loro cure!
Martina Ferraretto

Burj Al Luq Luq

Il centro sociale il Fenicottero (Burj Al Luq Luq) si trova nella città vecchia di Gerusalemme est, nel quartiere arabo di Bab Hutta.
Fondato nel 1991 è diventato un punto di riferimento non solo per il quartiere ma anche per una parte consistente di giovani che vivono a Gerusalemme est, essendo uno dei pochi spazi aggregativa della città vecchia. Il centro si trova in una zona degradata e praticamente abbandonata a se stessa dalla municipalità, dove esistono gravi problemi sociali.
L’alto tasso di disoccupazione, le violenze domestiche, la nuova piaga della tossicodipendenza e il mancato inserimento sociale di soggetti abbandonati dalle istituzioni (adolescenti, disabili, portatori di handicap) sono i disagi con cui il centro si scontra e su cui faticosamente lavora. A ciò bisogna aggiungere il continuo pericolo di espropriazione a cui va incontro periodicamente da parte della comunità di coloni, con la complicità delle amministrazioni locali.
Gli sgomberi della popolazione arabo-palestinese sono sempre più frequenti a Gerusalemme est, basti pensare alla situazione dei quartieri di Silwan e Sheik Jarrah, in cui il epricolo di demolizione delle case ed esproprio vanno inseriti in un progetto di forzata colonizzazione ebraica in zone prevalentemente arabo-islamiche.
Con il sostegno esterno (Emhd, Arci, Cgil ed associazioni di base) e l’ aiuto di tanti volontari palestinesi, Il Fenicottero è comunque riuscito a creare progettualità e prospettive per tanti giovani e per le loro famiglie, che partecipano attivamente alle iniziative.
Sono 13 gli operatori che vi lavorano con continuità e altrettanti a seconda dei progetti. All’ interno dell’edificio ci sono una scuola materna, una sala computer, un campo da calcio, uno da basket e i laboratori dove adolescenti e portatori di handicap possono lavorare e crescere insieme, non senza difficoltà visti i forti pregiudizi ancora diffusi. Il centro lavora anche con le famiglie dei portatori di handicap per insegnare loro come occuparsi dei propri figli/fratelli/sorelle, ecc. ma anche per costruire insieme percorsi di vita e inserimento sociale.
Le attività sportive (basket e calcio), i festival di musica e gli incontri con ragazzi di altri quartieri e con i volontari internazionali sono fondamentali per tutelare e sviluppare un tessuto sociale fragile e senza prospettive, vittima di politiche funzionali all’occupazione militare ora ed una futura colonizzazione dell’area.